Aumentare gli utili aziendali: cosa fare se la tua PMI fattura ma non guadagna

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Aumentare gli utili aziendali
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Quante volte ti sei trovato davanti ai numeri del bilancio con una sensazione frustrante? Fatturi, lavori, investi, ma i guadagni restano bassi e diventa difficile continuare. Ma il modo per aumentare gli utili aziendali in modo concreto esiste.

Il punto è che fatturato e utile non sono la stessa cosa. Puoi avere un buon volume d’affari e, allo stesso tempo, una redditività aziendale insufficiente. Questo accade perché all’interno dell’impresa convivono attività che generano margine e altre che lo erodono.

Il bilancio ti restituisce un risultato complessivo, ma non ti spiega dove stai perdendo soldi, né quali siano le vere cause di un margine di profitto basso. Per ottenere risposte, serve un’analisi molto più profonda.

In questo articolo vediamo che cos’è il profitto netto, come si calcola e soprattutto come puoi incrementare l’utile della tua impresa.

Cos’è il profitto netto e come si analizza

Il profitto netto, o utile d’esercizio, è il risultato economico finale, ovvero ciò che resta dopo aver sottratto tutti i costi dai ricavi. Si presenta come un indicatore fondamentale, ma ha un limite strutturale: è un dato aggregato. In pratica ti dice quanto guadagni, ma non perché.

Ed è proprio qui che nasce il problema. Quando ti limiti a osservare l’utile, perdi la visibilità su ciò che accade all’interno dell’azienda e non riesci più a distinguere tra:

  • attività che generano valore
  • attività che producono inefficienze 
  • clienti o prodotti che ti fanno perdere denaro

In altre parole, l’utile può nascondere al suo interno perdite operative. È il motivo per cui molte imprese si trovano nella condizione di fatturare tanto ma guadagnare poco, perché alcune aree performano bene e compensano quelle in perdita.

Analizzare il profitto netto in modo efficace significa scomporlo, trasformandolo in uno strumento di controllo di gestione per PMI che non comprende solo il monitoraggio dei numeri, ma integra le diverse dinamiche che li generano.

Come si calcola il profitto netto

A livello teorico, il profitto netto si calcola sottraendo tutti i costi dai ricavi. Nella pratica, è proprio nella definizione dei costi che si nasconde il problema.

Molte aziende si fermano ai costi diretti – produzione, acquisto materie prime, lavorazioni – e calcolano un primo margine apparentemente positivo. Questo porta a credere che prodotti o clienti siano profittevoli, quando in realtà non lo sono.

Facciamo un esempio concreto: la tua azienda chiude con un utile netto di 17.214 euro. Analizzando i tre clienti principali, il primo livello di calcolo (basato sui soli costi diretti) restituisce risultati apparentemente positivi per tutti.

  • Il cliente A genera un fatturato di 1.843.939€ e, tolti i costi diretti di 1.623.169€, ha un margine molto alto di 220.770€.
  • Il cliente B ha fatturato 258.525€, ha costi diretti pari a 202.348€ e un margine di 56.177€
  • Il cliente C invece ha fatturato 70.711€, con costi diretti di 57.569€ e mostra un margine di 13.143€.

A prima vista, sembrerebbe che tutti contribuiscano agli utili aziendali. Ma questo calcolo non tiene conto dei costi indiretti. Quando si includono anche questi, lo scenario cambia totalmente.

I costi indiretti rappresentano tutte quelle spese che non sono attribuibili a una singola produzione ma che incidono sulla redditività aziendale, e si dividono principalmente in:

  • energia e utenze
  • logistica e trasporti
  • ammortamenti e macchinari
  • personale amministrativo
  • consulenze e costi finanziari

Supponiamo ora che questi costi indiretti incidano mediamente per il 14% del fatturato, perciò per calcolare il profitto netto il calcolo è il seguente:

Profitto netto per cliente = Margine (ricavi – costi diretti) – % di costi indiretti

Ricalcolando la redditività risulta quindi che: il cliente A, nonostante il fatturato elevato, risulta in perdita di 16.644€. Il cliente B rimane profittevole di 15.274€ con un buon equilibrio tra ricavi e costi. Il cliente C genera un utile più contenuto, ma comunque positivo di 2.944€.

Il dato più interessante è che l’utile complessivo dell’azienda resta invariato, ma al suo interno nasconde una perdita significativa legata a uno specifico cliente. Ed è proprio questo il punto critico. Senza un’analisi approfondita dei costi aziendali e della marginalità, questi fattori restano invisibili.

Il rischio è di continuare a investire tempo e risorse in attività che non generano valore, contribuendo a mantenere una situazione in cui si continua a fatturare senza guadagnare davvero.

Come migliorare gli utili aziendali

Una volta compreso dove si generano le perdite, migliorare la redditività aziendale diventa un processo razionale, non più intuitivo. Le azioni possibili sono diverse, ma tutte partono dallo stesso presupposto: intervenire sui dati.

Tornando all’esempio analizzato, emerge chiaramente che non tutti i clienti contribuiscono allo stesso modo ai risultati perché alcuni generano valore, altri lo riducono. Questo apre a diverse possibili strategie.

Puoi, ad esempio, decidere di sviluppare più relazioni simili a quelle del cliente più profittevole, concentrando risorse e sforzi su attività che hanno già dimostrato di funzionare. Oppure potresti intervenire sui clienti meno sostenibili, rivedendo le condizioni economiche e rinegoziando i prezzi al reale valore del servizio offerto.

Un ulteriore livello di analisi può portarti ancora più in profondità. Nel caso di clienti in perdita, è importante capire se il problema riguarda l’intera relazione o solo specifici prodotti o lavorazioni. Questo ti consente di orientare meglio le trattative future e di eliminare le componenti meno redditizie.

La vera forza di questo approccio sta nella sua replicabilità. Puoi applicare questa analisi a clienti, prodotti, processi e aree di business, ottenendo una visione sempre più chiara di dove intervenire per ottimizzare la gestione dell’impresa e aumentare gli utili aziendali.

myRevelo: il software che ti aiuta migliorare la redditività 

Arrivati a questo punto, il tema non è più capire se analizzare i dati, ma come farlo in modo efficace, soprattutto in una PMI dove tempo e denaro sono limitati.

Per rispondere a questa esigenza esiste myRevelo, un software di contabilità analitica e Business Intelligence pensato per semplificare il controllo di gestione, rendendolo accessibile a tutte le realtà, anche quelle meno strutturate.

Il suo valore sta nella capacità di:

  • acquisire automaticamente i dati aziendali
  • analizzare costi e ricavi in modo dettagliato
  • calcolare la marginalità per cliente, prodotto o processo
  • individuare costi nascosti e inefficienze
  • evidenziare con chiarezza dove si generano perdite

In questo modo, puoi finalmente capire perché fatturi tanto ma non guadagni abbastanza, quali clienti sono davvero profittevoli e soprattutto dove si stanno creando sprechi.

Non si tratta solo di avere più dati, ma di avere informazioni utili per decidere. Ed è proprio questa consapevolezza che permette di migliorare in modo concreto gli utili della tua attività.

Vuoi capire dove si stanno erodendo i tuoi margini?

Se ti riconosci nella situazione in cui la tua PMI fattura ma non guadagna come vorrebbe, il primo passo è ottenere una visione chiara e dettagliata dei tuoi numeri. Solo così puoi individuare dove si nascondono costi, inefficienze e attività che riducono la redditività aziendale.

Con myRevelo hai accesso a un’analisi precisa di ogni reparto, in grado di percepire e analizzare cosa funziona e cosa no.

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